Cartellone

di Luca Fiore
Ai pezzi di Antoon van Dyck provenienti dalla propria sontuosa collezione, la Pinacoteca di Monaco aggiunge opere provenienti dai quattro angoli d’Europa e d’America. Il percorso cerca di documentare gli inizi di all’ombra di Rubens e la maturità alla luce di Tiziano e Tintoretto. La mostra si poggia su nuovi studi accademici che hanno cercato di chiarire il rapporto tra il maestro e la bottega, giungendo a fissare una cronologia più precisa delle opere. Sono questioni che possono non interessare al visitatore comune, che si accontenta di sciogliersi davanti alla bellezza della grande pittura, ma che fanno la differenza tra una grande mostra e una mostra così così.
Monaco di Baviera, Alte Pinakoteken. “Van Dick”. Fino al 2 febbraio
info: pinakothek.de
La tentazione sarebbe quella di liquidare l’opera di Kiefer come pretenziosa e retorica, ostaggio di una hybris gnostica che gode nel rendersi incomprensibile ai più. Eppure, la sua esigenza di confrontarsi con i grandi temi dell’occidente ce lo fa apparire necessario “siccome torre in solitario campo”. Le dimensioni museali della White Cube Bermondsey gli permettono di esprimersi in tutto il suo anelito epico (quadri 7 metri per 3) e in tutta la sua elegante ruvidezza. Certo, resta in bilico tra la disperata ricerca e l’accomodante routine del già sperimentato. Ma siamo sinceri: chi non lo è?
Londra, White Cube Bermondsey. “Anselm Kiefer. Superstrings, Runes, The Norns, Gordian Knot”. Fino al 26 gennaio
info: whitecube.com
di Mario Leone
Sul podio dell’Orchestra nazionale della Rai di Torino debutta Daniele Gatti. Un concerto che assume la portata dell’evento perché l’impaginato prevede la Nona Sinfonia in re maggiore di Gustav Mahler, partitura con cui il compositore dice addio alla vita. Una cattedrale di suoni e silenzi. Ottanta minuti dove l’ascoltatore è accompagnato dalla vita alla morte in un lento spegnersi di suoni che apre a un nuovo mondo. Mahler l’aveva davanti agli occhi. E lo pone, ora, di fronte a tutti.
Torino, Auditorium Rai. Giovedì 9, ore 20.30 e venerdì 10, ore 20
info: orchestrasinfonica.rai.it
Se a Torino c’è Daniele Gatti che fa il suo esordio con l’Orchestra della Rai, a Milano, con la Filarmonica della Scala, debutta il direttore greco Constantinos Carydis. Un talento debordante vincitore del Concorso “Carlos Kleiber” di Monaco nel 2011. Poi tante orchestre, dischi e importanti collaborazioni, sino a giungere alla Scala. Con lui il mezzosoprano Magdalena Kožená che interpreta i Rückert-Lieder e Blumine di Mahler. In apertura l’omaggio al compositore greco Dimitri Mitropoulos e nella seconda parte la Nona Sinfonia di Šostakovicč.
Milano, Teatro alla Scala. Lunedì 13, ore 20
info: filarmonica.it
di Eugenio Murrali
Due attrici eccellenti sono le interpreti di “Arsenico e vecchi Merletti”, commedia brillante di Kesselring, divenuta nel 1944 un film diretto da Frank Capra. Nell’adattamento teatrale, che mette in campo la regia di Geppy Gleijeses e la traduzione di Masolino D’Amico, Annamaria Guarnieri è zia Martha, mentre Giulia Lazzarini interpreta zia Abby. Le due signore con la passione per l’avvelenamento e l’occultamento di cadaveri movimentano la vita del nipote Mortimer Brewster. Lo spettacolo è un omaggio a Mario Monicelli, che scelse questo testo per la sua prima regia teatrale.
Roma, Teatro Quirino. “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring. Fino al 19 gennaio
info: teatroquirino.it
La tragedia d’un padre incapace di riconoscere il vero amore nei divergenti sentimenti delle figlie: Glauco Mauri è per la terza volta Re Lear, personaggio dall’anima abissale. Diretto da Andrea Baracco e affiancato da Roberto Sturno, sodale scenico di sempre, Mauri vede in Lear un “sublime crogiolo di umanità”: “In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino”.
Firenze, Teatro Della Pergola. “Re Lear” di William Shakespeare. Fino al 19 gennaio
info: teatrodellapergola.com